Elucubrando durante la Festa della Donna. La moglie ideale nel XIX secolo. Donne perfette senza rifare le tette…

Incredibile ma vero! mi è capitato di leggere, per caso, come doveva essere la moglie perfetta nel XIX secolo e non ho potuto resistere, dovevo condividere per forza. Soprattutto per due motivi. Primo perché oggi che ricorre la Festa della Donna. Secondo perché ogni tanto (e oggi è uno di quei giorni) la mia vena polemica e rompiscatole emerge, anche se giuro che sto cercando di controllarla, l’ho anche mandata dallo psicologo per fare un percorso, vi farò sapere se ci sono progressi!

Comunque torniamo a noi, dicevo: leggendo queste notiziole sui requisiti che doveva avere una donna in quel periodo per essere considerata una buona moglie mi sono venute in mente le mie protagoniste e ho avuto una realizzazione sconvolgente; le donne di cui scrivo e che popolano i miei romanzi credo che all’epoca sarebbero state come minimo isterectomizzate!

Così le mie elucubrazioni (pure queste nonostante mi costino una fortuna in parcelle dallo psicologo continuano a presentarsi e a pretendere la mia attenzione) mi hanno portato a pensare: ma come è cambiata nell’immaginario collettivo l’idea di colei che veniva definita l’angelo del focolare? certo che di passi avanti ne abbiamo fatti noi donne. E io credo che tutti quegli uomini (almeno quelli che non sono stati lobotomizzati dalla Domenica sportiva e non si sono fatti aggiungere il telecomando come protesi della mano) se ne siano accorti… e si siano dovuti di conseguenza adeguare evolvendosi. Perché, si sa, l’evoluzione fin dai tempi di Eva e Adamo (badate bene non ho scritto come d’uso Adamo ed Eva, e questo dice molto sul mio pensiero) l’hanno guidata le donne. Fin da quel primo frutto proibito (qualcuno sostiene sia la mela, ma io ho sentito da qualche parte che era il melograno e, detestando le mele, ho deciso di seguire questa seconda scuola di pensiero). Ma ora mi sembra doveroso condividere con voi quello che ho appurato in merito a come doveva essere la moglie perfetta nel XIX secolo… che, ovviamente, doveva avere diversi requisiti.

Non doveva essere considerata stupida (per cui niente risatine sceme, se non si capiva una domanda mai chiedere, fingere di aver capito, tanto agli altri non fregava niente), avere una buona reputazione (possibilmente la loro faccia non doveva essere affissa con la scritta: ricercata viva o morta) e non doveva eccedere nel gioco d’azzardo e nell’acool (e bisogna anche precisarlo? il rischio peggiore era che sbronze fradice dilapidassero il loro  patrimonio per poi rimanere zitelle, perché senza patrimonio col cavolo che qualcuno se le sposava). Dotata di buone maniere (saluta sempre e non si mette le dita nel naso), modesta (non di nome ma di fatto), avere fede e carità ed essere compassionevole (praticamente una santa). Ovviamente vergine e pia, desiderosa di compiacere il marito in ogni forma che lui ritenesse più opportuna (e qui potrei sbizzarrirmi ma tengo a freno la lingua, anzi la penna).

L’educazione eccessiva era considerata un difetto (per cui un paio di rutti potevano anche essere graditi se l’occasione lo esigeva). Non doveva avere opinioni e idee proprie riguardo al mondo (non sia mai che dessero idee nuove agli uomini che già avevano le loro e facevano non pochi danni). Niente spirito indipendente, non sta bene lavorare, ricordiamoci sempre il detto: donna schiava, zitta e lava! nessuna pretesa di volersi innalzare a livelli superiori (effettivamente la presunzione è un po’ fastidiosa ma sinceramente io non ne farei una distinzione di sesso). Doveva frequentare gente rispettabile, mai farsi beccare a giocare a dadi o a chiacchierare con qualche delinquente (soprattutto se di rango inferiore). E requisito più importante di tutti: doveva avere dote e corredo. Insomma senza lenzuola e centrini lui ti ricacciava da mamma.

Ma ora, qui, passo e chiudo astenendomi dal lasciarmi andare a ulteriori mie opinioni. Tanto come la penso lo avete capito già tutti. Un augurio a tutte le donne, che siano mogli perfette o mogli imperfette, ma pure che siano single o gattare. Insomma Buona Festa della Donna a tutte voi che mi state leggendo!

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Pubblicato da Cecilia S.D. Rossi

Fondatrice e Caporedattore del magazine Il salotto di Ceci Simo. Si occupa prevalentemente di SOCIALE e DIRITTI UMANI e coordina il lavoro dei responsabili di Rubrica. Curatrice e coordinatrice del progetto di divulgazione culturale “Words & More Books” composto da: “Conoscere Sapere”, “Mos Maiorum”, “Parole & altro” e “Words & More Kids”. Ideatrice e responsabile di “C.S.D.R. Writing Services” che si occupa di servizi di scrittura, formazione e consulenza. Ideatrice del progetto per scrittori "GoPubDreams" consulenza editoriale per la pubblicazione e la promozione. Ideatrice del progetto "Impresa e&e" di consulenza e marketing destinato a piccole aziende e negozi.

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